Inseminazione intrauterina
IUI eterologa

L’inseminazione intrauterina eterologa prevede l’utilizzo di un campione di liquido seminale proveniente da un donatore anonimo previamente trattato, direttamente nell’apparato genitale femminile mediante un catetere flessibile con lo scopo di facilitare l’incontro tra spermatozoo e ovocita.

Tale trattamento comporta una moderata stimolazione farmacologica per la crescita follicolare multipla. Durante questa fase si effettuano controlli ecografici per seguire l’andamento dell’ovulazione e monitorare il giorno giusto per l’inseminazione.

Viene indicata nei seguenti casi:

  • azoospermia o severa oligoastenoteratozoospermia

  • mancata fertilizzazione dopo ICSI

  • disfunzione eiaculatoria incurabile

  • portatore di significativo difetto genetico

  • infezione sessualmente trasmissibile incurabile

  • fattore iatrogeno di infertilità

  • partner femminile Rh negativo fortemente isoimmunizzata e patner maschile Rh positivo

  • Sindrome a sole cellule del Sertoli

Il seme, conservato mediante crioconservazione proviene dalla nostra criobanca, ed è sottoposto a rigorosi controlli sanitari in linea con le normative europee.

Chi sono i donatori?

Secondo le normative europee, la donazione di cellule riproduttive e’ consentita a soggetti italiani di sesso maschile di eta’ non inferiore ai diciotto anni e non superiore ai quaranta anni.

I gameti donati da un medesimo donatore non possono determinare più’ di dieci nascite. Tale limite può essere derogato esclusivamente nei casi in cui una coppia, che abbia già’ avuto un figlio tramite procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule riproduttive del medesimo donatore.

La selezione dei donatori avviene sulla base dell’anamnesi sanitaria e medica compiuta anche sulla base di un questionario cui gli stessi sono sottoposti e di un colloquio individuale con il medico responsabile della selezione, anche in materia di protezione dei dati personali, operante sotto la responsabilità’ del predetto medico responsabile. Tale valutazione deve comprendere fattori rilevanti che possono contribuire a individuare e ad escludere le persone la cui donazione può’ costituire un rischio sanitario per gli altri, come la possibilità’ di trasmettere malattie, rischi sanitari per i donatori stessi.

I donatori di cellule riproduttive vengono sottoposti a tali indagini:

Infettivologiche: Test per l’HIV 1 e 2, l’HCV, l’HBV e la sifilide, effettuati su un campione di siero o di plasma, Test per la clamidia, effettuato su un campione di urina mediante la tecnica per l’amplificazione degli acidi nucleici (NAT).

Valutazioni genetiche per escludere portatori sani di malattie ereditarie (fibrosi cistica, talassemia) con relativo colloquio con la genetista

Sono previsti anche colloqui psicologici e test ormonali.